Flavio Briatore, consulente della scuderia Alpine di Formula 1, ha ammesso di aver forse esercitato troppa pressione sul pilota di riserva Franco Colapinto, che nel 2025 non ha ancora segnato punti per la squadra. Colapinto, arrivato dalla Williams, si è scambiato di posto con il compagno di squadra rookie Doohan dopo sei gare.
Perché è importante
La mancanza di punti di Colapinto e la difficoltà nell'adattarsi alla vettura Alpine del 2025, rispetto alla Williams dell'anno scorso, mettono in luce l'immensa pressione che i giovani piloti affrontano. L'ammissione franca di Briatore segnala una rivalutazione della strategia di gestione dei piloti da parte dell'Alpine, sottolineando l'elemento umano nella competizione ad alto rischio.
Il quadro generale
Colapinto era affiancato a Pierre Gasly con un contratto gara per gara, aumentando la necessità di ottenere risultati. Tuttavia, a Zandvoort, dopo la pausa estiva, Briatore ha riconosciuto che il suo approccio rigido potrebbe essere stato controproducente sia per Colapinto che per il suo predecessore, Doohan.
"Dobbiamo considerare a volte che il pilota è un essere umano e dobbiamo capire esattamente cosa succede nella testa di questi ragazzi, perché sono giovani; 19, 20, 22, 23... È un nostro errore a volte sottovalutare la parte umana del pilota", ha dichiarato Briatore, riflettendo sul suo stile di gestione.
Guardando avanti
Briatore ha suggerito che Colapinto potrebbe essere stato promosso prematuramente e avesse bisogno di più tempo per svilupparsi al di fuori dei riflettori intensi della F1.
"Forse non era il momento [giusto] per avere Franco in Formula 1, forse aveva bisogno di un altro anno per far parte della Formula 1", ha aggiunto Briatore, esprimendo la sua delusione per i risultati nonostante gli sforzi di Colapinto.
La prospettiva Williams
James Vowles, team principal della Williams, ha offerto una visione sulle prestazioni dei piloti sotto pressione. Ha notato che un pilota rilassato spesso ottiene prestazioni migliori e ha sottolineato la crescente competitività in F1, dove anche un piccolo errore può far retrocedere un pilota all'ultimo posto. Questo ambiente intensificato rende più difficile per i debuttanti dimostrare il proprio valore.