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La Red Bull spiega come Verstappen abbia evitato la squalifica di Hadjar: un errore di assemblaggio, non strategia

La Red Bull spiega come Verstappen abbia evitato la squalifica di Hadjar: un errore di assemblaggio, non strategia

Riassunto
La Red Bull spiega che la squalifica di Hadjar a Miami è dovuta a un errore di assemblaggio, non a una strategia, e che l'auto identica di Verstappen era a norma. Il team celebra anche un grande balzo in avanti, riducendo drasticamente il distacco dalla pole.

La Red Bull ha chiarito che un semplice errore di assemblaggio sulla vettura di Isack Hadjar, e non una scelta strategica di setup, è stata l'unica ragione della sua squalifica dalle qualifiche del GP di Miami, mentre l'auto di Max Verstappen, di specifiche identiche, ha superato l'ispezione. Il Team Principal Laurent Mekies ha sottolineato il significativo passo in avanti della squadra a Miami, riducendo di oltre la metà il distacco dalla pole position in qualifica rispetto ai round precedenti.

Perché è importante:

L'incidente evidenzia i margini sottilissimi nella conformità tecnica della Formula 1, dove un errore di due millimetri può costare una partenza dalla retroguardia del grid. Sottolinea inoltre la precisione operativa richiesta al massimo livello: un errore su una vettura non implica necessariamente un problema sulla sua "gemella", scongiurando una potenziale doppia squalifica che avrebbe devastato il weekend della Red Bull.

I dettagli:

  • Sulla RB22 di Hadjar è stato riscontrato un fondo che sporgeva di 2mm oltre le dimensioni definite dal regolamento tecnico 2026, portando alla sua squalifica dalle qualifiche.
  • Mekies ha confermato che entrambi i piloti avevano vetture di "specifiche esattamente identiche", attribuendo il problema sul telaio di Hadjar a un errore sfuggito ai controlli di routine.
  • L'errore è stato descritto come "doloroso ma facile da correggere", confermando che si trattava di una questione di assemblaggio o misurazione, non di un difetto di progettazione o di una configurazione volta a cercare prestazioni.
  • L'auto di Verstappen, costruita con la stessa specifica, era conforme al regolamento e ha quindi mantenuto la sua posizione di partenza in P2.

Il quadro generale:

Al di là del dramma della squalifica, il weekend di Miami ha rappresentato un passo cruciale per la forma competitiva della Red Bull. Dopo essersi qualificata a 1,2 secondi dalla pole in Giappone e a 1,0 secondo in Cina, il team ha ridotto il gap a soli sei decimi venerdì e a meno di due decimi sabato a Miami. Mekies ha definito questo progresso un "passo definitivo in avanti" e l'indicazione più forte di una performance migliorata in questa stagione. Sebbene non ancora in lotta per le vittorie, il ritmo di gara migliorato suggerisce che il team possa lottare per posizioni dietro le prime due, un netto miglioramento rispetto all'inizio dell'anno.

Cosa succede adesso:

La Red Bull cercherà di consolidare questo passo in avanti nella performance continuando la sua corsa allo sviluppo. Mekies ha riconosciuto che la squadra "non ha risolto tutto" e deve continuare a estrarre di più dal pacchetto attuale. Il focus rimane risolvere i problemi di fondo e prepararsi per il prossimo round di aggiornamenti dei rivali, con l'obiettivo di trasformare questa ritrovata competitività in sfide costanti per il podio.

Articolo originale :https://www.planetf1.com/news/red-bull-explains-how-max-verstappen-avoided-disqu...

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