
FIA attribuisce i problemi del regolamento 2026 alla resistenza dei costruttori
Perché è importante
Il malcontento per le gare "senza energia" a Spa-Francorchamps ha riacceso il dibattito su come la F1 sia arrivata a questo punto. Mentre piloti come Carlos Sainz e Lewis Hamilton hanno duramente criticato la governance dietro simulazioni carenti, la FIA sostiene che la responsabilità sia del sistema di "checks and balances" e non di una mancanza di lungimiranza.
I dettagli
- Vincoli di governance: Nikolas Tombazis, direttore monoposto della FIA, ha spiegato che l'organo regolatore aveva individuato potenziali criticità già nel 2024 e 2025, ma non ha potuto imporre modifiche a causa delle norme del Comitato Consultivo sulle Unità di Potenza (PUAC).
- Il muro dei consensi: Ogni cambiamento sostanziale richiedeva l'approvazione di FIA, FOM e di quattro dei cinque motoristi. Una proposta per ridurre la potenza massima di deployment in gara a 200kW è stata respinta.
- Equità tra i team: Il sistema mirava a garantire parità tra i nuovi entranti e i costruttori storici — impedendo a marchi come l'Audi di travolgere gli altri con investimenti massicci — ma questo ha reso estremamente difficile apportare correzioni a metà sviluppo.
- Interventi in corso: Misure d'emergenza sono state introdotte dal GP di Miami di maggio, con una tabella di marcia che prevede il passaggio da un rapporto 50/50 a uno 60/40 tra motore a combustione e batteria entro il 2028.
Il quadro generale
Tombazis ha ammesso che attendere fino al 2026 per risolvere tali questioni sia un "peccato". Ha tuttavia respinto l'idea che lo spettacolo sia compromesso, sostenendo che, nonostante i frequenti successi della Mercedes, le gare restino competitive se confrontate con i periodi di dominio assoluto di precedenti ere regolamentari.
Articolo originale :https://www.the-race.com/formula-1/fia-blames-manufacturer-resistance-for-f1-202...





