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Test Pre‑Stagione 2026: Lezioni Chiave dal Secondo Giorno in Bahrain

Test Pre‑Stagione 2026: Lezioni Chiave dal Secondo Giorno in Bahrain

Riassunto
Nel secondo giorno di test a Bahrain, la Ferrari sorprende con l’alettone capovolto e partenze fulminee, l’Aston Martin è in difficoltà, la Mercedes resta veloce e il divario tra i quattro grandi e il resto si allarga.

Perché è importante

Le ultime giornate di test sono l’ultima occasione per convalidare le vetture radicalmente nuove del 2026 prima dell’inizio della campagna. L’innovazione audace della Ferrari e le sue partenze a razzo potrebbero determinare le prime battaglie, mentre i problemi dell’Aston Martin diventano urgenti.

I dettagli

  • L’alettone “capovolto” della Ferrari: gli elementi ruotano di circa 225°, creando un effetto “sottosopra”. Il direttore tecnico della FIA, Nikolas Tombazis, ha ritenuto la soluzione legale. Il pilota della Haas, Ollie Bearman, vedendo l’ala sulla monoposto di Lewis Hamilton, ha esclamato: “Cavolo, cos’è successo?”.
  • Partenze a razzo: Hamilton ha registrato partenze eccezionalmente rapide in entrambe le sessioni di pratica, passando dal 9° al 1° in una simulazione. Si ipotizza che il nuovo power‑unit 2026 della Ferrari, con turbo più piccolo, ne sia la causa.
  • Profondi problemi dell’Aston Martin: la squadra manca di ritmo e affidabilità. Fernando Alonso ha perso tre ore di pista per una pausa e, nella simulazione di gara, era più di un secondo per giro dietro la Racing Bulls. “Ci sono molte cose da sistemare”, ha ammesso.
  • Velocità minacciosa della Mercedes: nonostante Toto Wolff abbia reagito duramente alle voci sulla legalità del motore e del carburante, le prestazioni in pista rimangono impressionanti. Kimi Antonelli ha fissato un nuovo tempo di riferimento, e la squadra ha provato pit‑stop con penalità di cinque secondi, dimostrando fiducia nella pura velocità.
  • Divario dei “Big Four” in crescita: le prove lunghe hanno evidenziato un marcato divario tra Red Bull, McLaren, Ferrari, Mercedes e gli altri sette team. Bearman ha commentato il “big delta”, un sentimento condiviso da Alan Permane, capo della Racing Bulls, che prevedeva un distacco delle squadre di vertice con le nuove regole.
  • Prove di correzione energetica: la FIA ha chiesto alle scuderie di ridurre la potenza del MGU‑K da 350 kW a 300 kW o 200 kW per raccogliere dati su un possibile aggiustamento per il 2026. Le attuali vetture faticano a recuperare energia, costringendo a lunghi lift‑and‑coast in qualifiche.
  • Limiti della modalità di sorpasso: i primi feedback indicano che la nuova modalità, pensata per favorire i sorpassi aumentando la carica della batteria, guadagna solo circa 0,2 s per giro, meno del tempo perso per la ricarica.

Il quadro generale

Il test finale sta definendo la gerarchia competitiva del 2026. La Ferrari mostra lampi di genio sia in innovazione che in velocità rettilinea, la Mercedes resta il benchmark. Il temuto divario tra i “ricchi” e i “poveri” si sta concretizzando, con un ampio scasso tra i quattro primi e il resto del peloton. La sfida centrale delle nuove regole – recupero ed impiego dell’energia – si dimostra ardua, e la FIA sta già valutando correzioni in corso di stagione. Con le auto in rotta verso Melbourne, alcune scuderie lottano per risolvere problemi fondamentali, altre perfezionano macchine già pronte a vincere.

Articolo originale :https://www.the-race.com/formula-1/seven-things-we-learned-from-day-two-of-f1-20...

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