
La Red Bull trae fiducia dal passaggio alla Honda del 2019 in vista del debutto della power unit interna nel 2026
Il cambio di motore della Red Bull nel 2019 — abbandonando la Renault per una Honda in difficoltà — fu rischioso, ma si trasformò rapidamente in un podio a Melbourne e tracciò la strada per una power unit interna nel 2026.
Perché è importante:
- Dimostra che la Red Bull può costruire un motore competitivo partendo da un partner debole, un modello per la unità RB.
- Infonde fiducia per il debutto nel 2026, mantenendo la Red Bull in lotta per il titolo.
- Segnala la profondità ingegneristica della Red Bull, riducendo la dipendenza da fornitori esterni.
I dettagli:
- Addio alla Renault: il ritardo nell'era V6 ibrido spinse al cambio.
- Rinascita Honda: dopo i guai con la McLaren (2015-2017), la Honda trovò affidabilità.
- Melbourne 2019: Verstappen superò Vettel per un podio, mostrando progressi rapidi.
- Il payoff: la Honda alimentò i titoli della Red Bull nel 2021-2024, provando che un motore debole può diventare campione.
- Test iniziali 2026: Verstappen ha fatto segnare tempi giro competitivi, suggerendo un passo immediato.
Cosa succederà dopo:
La power unit RB della Red Bull debutterà nel 2026. I test iniziali suggeriscono che Verstappen — e il rookie Isack Hadjar — potrebbero lottare per il podio. Gli ingegneri si baseranno sulle lezioni della rinascita Honda per colmare il gap con Mercedes e Ferrari. Le aspettative realistiche si concentrano sui punti, non sulle vittorie immediate, nel primo anno.
Articolo originale :https://racingnews365.com/why-red-bull-can-take-confidence-from-the-past-ahead-o...





