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Hamilton chiede un'indagine dopo le controverse penalità nei pit di Monaco

Hamilton chiede un'indagine dopo le controverse penalità nei pit di Monaco

Riassunto
Hamilton sollecita la FIA a indagare sui sensori di Monaco dopo una penalità per soli 0,1 km/h di eccesso di velocità. Il caso apre un dibattito sulla precisione tecnica in contesti urbani.

Lewis Hamilton ha richiesto un'indagine formale sul sistema di monitoraggio della velocità nella pit lane del Circuito di Monaco dopo essere stato penalizzato con cinque secondi. Il sette volte campione del mondo è stato tra i vari piloti, tra cui George Russell e Oscar Piastri, sanzionati per eccesso di velocità, scatenando un acceso dibattito sull'affidabilità della tecnologia dei sensori della pista.

Perché è importante

In un circuito cittadino stretto e spietato come quello di Monaco, una penalità di cinque secondi può rivelarsi catastrofica. Sebbene Hamilton sia riuscito a mantenere la sua posizione e a chiudere in seconda posizione, l'entità marginale dell'infrazione — appena 0,1 km/h oltre il limite — suggerisce un potenziale difetto sistemico nel modo in cui viene misurata la velocità all'ingresso dei box. Se la tecnologia non è precisa, si rischia di alterare ingiustamente i risultati in un tracciato dove i sorpassi sono quasi impossibili.

I dettagli

  • L'infrazione: Hamilton è stato giudicato colpevole di aver superato il limite di velocità in pit lane di 0,1 km/h durante il suo primo stop.
  • La difesa: Hamilton sostiene di aver attivato immediatamente il limitatore di pit lane e di aver seguito la traiettoria standard utilizzata dai piloti da anni, che prevede di tagliare leggermente la linea bianca all'ingresso.
  • Un problema diffuso: Il fatto che più piloti di alto livello siano stati penalizzati per errori così marginali suggerisce che il problema possa risiedere nel posizionamento dei sensori o nel calcolo della distanza, piuttosto che in un errore umano.
  • Impatto sul campionato: Nonostante la penalità, i due secondi posti consecutivi hanno spinto il 41enne Hamilton al secondo posto nel campionato piloti, sebbene resti a 66 punti di distanza dal vincitore della gara, Kimi Antonelli.

Il quadro generale

Con l'avanzare della stagione 2026, la precisione della direzione di gara e del monitoraggio tecnico è sotto scrutinio più che mai. La frustrazione di Hamilton evidenzia la crescente tensione tra l'applicazione rigorosa dei regolamenti e le realtà fisiche della guida di una moderna F1 nei ristretti circuiti cittadini. La coerenza di queste penalità tra diversi team suggerisce un'anomalia tecnica che la FIA deve risolvere per preservare l'integrità sportiva.

Prossimi passi

L'attenzione si sposta ora sulla decisione della FIA di rivedere i dati dei loop di cronometraggio del Gran Premio di Monaco. Se le rivendicazioni di Hamilton venissero validate, ciò potrebbe portare a una ricalibrazione dei sensori per le future gare cittadine, evitando penalità per "velocità fantasma" che potrebbero determinare l'esito di una corsa.

Articolo originale :https://racingnews365.com/lewis-hamilton-calls-for-investigation-after-monaco-pu...

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