
Brundle: Il sangue mi colava dalle mani durante il GP di Monaco – e il 2026 non cambierà molto
I ricordi di Martin Brundle del Gran Premio di Monaco sono vividi – e dolorosi. Durante la sua carriera in F1 negli anni '80 e '90, racconta che il sangue gli “colava” dai palmi delle mani dopo aver lottato per le strade di Monte Carlo. Ora, mentre la F1 si prepara ai cambiamenti regolamentari del 2026, Brundle prevede pochi cambiamenti per lo spettacolo del giorno di gara.
Perché è importante:
Monaco è il circuito più famoso del calendario, ma anche il meno favorevole ai sorpassi. Con le nuove regole 2026 che promettono più sorpassi grazie alle variazioni di carica della batteria, molti sperano che la gara offra finalmente azione ruota a ruota. Ma Brundle, forte di decenni di esperienza, crede che il tracciato avrà sempre la meglio su qualsiasi modifica regolamentare.
I dettagli:
- Usura fisica: Brundle, che corse per la prima volta a Monaco nel 1985 con la Tyrrell e ottenne il suo miglior risultato (P2 per la McLaren nel 1994), ricorda di aver cambiato marcia 3.000 volte a gara. Senza servosterzo, i piloti si fasciavano le mani con nastro adesivo per far fronte a vesciche e sanguinamenti.
- Fatica mentale: Descrive la gara come incessante – basta un errore e la tua giornata è finita. Vedere il tabellone dei box con 50 giri ancora da percorrere quando pensavi di essere a metà era demoralizzante.
- Aspettative 2026: Nonostante le nuove ali attive e le modalità batteria pensate per favorire i sorpassi, Brundle ha detto a Sky Sports: “Monaco di solito si decide in qualifica. La gara è una specie di partita a scacchi, a meno che non piova o non arrivi una safety car tempestiva. Non credo che cambierà molto.”
Cosa succederà dopo:
Il GP di Monaco 2026 sarà il primo vero test per vedere se le nuove monoposto riusciranno a produrre spettacolo sulle tortuose strade del principato. Lo scetticismo di Brundle è fondato sulla storia – i piloti faticano a superare lì da decenni. A meno che non intervengano pioggia o safety car, lo schieramento potrebbe allinearsi all'arrivo domenicale nell'ordine della qualifica.
Per Brundle, il podio del 1994 rimane un punto culminante della carriera, ma avverte che i piloti moderni, nonostante la sicurezza e il servosterzo migliorati, affrontano ancora una sfida spietata: “È dura con qualsiasi macchina che vada così veloce.”
Articolo originale :https://www.planetf1.com/news/martin-brundle-sky-f1-monaco-grand-prix-blood





