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Nel film di F1, la rappresentazione femminile è un'occasione mancata

Nel film di F1, la rappresentazione femminile è un'occasione mancata

Riassunto
Il film "F1: The Movie" è stato criticato per la sua rappresentazione superficiale e stereotipata dei personaggi femminili, nonostante la partecipazione di Lewis Hamilton e la promessa di autenticità. La direttrice tecnica e la meccanica del team sono ritratte come inette o goffe, e le relazioni femminili sono ridotte a cliché o interessi amorosi secondari, deludendo le aspettative di un racconto inclusivo.

La rappresentazione femminile nel film di F1 è un'occasione mancata

L'attesa per F1: The Movie è stata alta, soprattutto dopo che Lewis Hamilton ha accettato di co-produrlo, promettendo autenticità tecnica e un'esperienza realistica per i piloti. Hamilton, da sempre sostenitore di un futuro più equo e diversificato nel motorsport, sembrava voler garantire anche l'inclusione. La presentazione del team fittizio APX GP, con una direttrice tecnica donna e un cast multiculturale, aveva inizialmente destato speranze.

La trama e le criticità

Il film segue Sonny Hayes (Brad Pitt), un ex pilota di F1 in declino che torna alle corse dopo trent'anni. Viene reclutato dal suo vecchio amico, proprietario del team APX GP (Javier Bardem), e affiancato al giovane pilota Joshua Pearce (Damson Idris). A capo del team tecnico c'è Kate (Kerry Condon), la prima donna a ricoprire un ruolo così importante nella storia della F1. Nonostante venga descritta come brillante, Kate progetta un'auto definita "un catorcio", che non ha portato punti al team in quasi tre stagioni.

Hayes, descritto come un "tossicodipendente del gioco d'azzardo che vive nel suo furgone", inizia a collaborare con Kate, suggerendole di riprogettare l'auto per renderla più competitiva. Sorprendentemente, Kate abbandona il suo concetto iniziale e, grazie ai suggerimenti di Hayes, l'auto inizia a lottare per le posizioni di vertice, nonostante Hayes sia fuori dal giro da 30 anni.

Aspetti problematici nella caratterizzazione femminile

La situazione peggiora quando Kate diventa anche l'interesse amoroso di Hayes. Nonostante le sue iniziali resistenze a coinvolgimenti con i piloti, finisce nel suo hotel la sera prima di una gara. La loro relazione, tuttavia, non dura, poiché è Hayes a interromperla. Questo solleva dubbi sulla scelta di rendere un personaggio femminile in una posizione di potere così influente, ma allo stesso tempo inefficace e succube di dinamiche relazionali.

Un'altra figura femminile, una meccanica del pit stop, viene mostrata mentre maneggia goffamente gli attrezzi e commette errori durante un cambio gomme. Sebbene mostri miglioramenti nel corso del film, la sua rappresentazione iniziale è stereotipata.

Echi da Top Gun: Maverick

Il regista Joe Kosinski e il produttore Jerry Bruckheimer, già autori di Top Gun: Maverick, sembrano aver ripetuto gli stessi errori. In Top Gun, Monica Barbaro interpretava un'abile pilota della Marina, le cui sfide non erano legate al suo genere. In questo film di F1, invece, i fallimenti femminili sembrano radicati nel loro essere donne in un mondo prevalentemente maschile.

Il film, inoltre, non supera il test di Bechdel. La madre di Joshua Pearce appare raramente, principalmente per esprimere ammirazione per Pitt, mentre il manager del pilota suggerisce che la sua carriera sia al sicuro perché "alle donne piace il suo sorriso".

Tagli e demografia

Una scena divertente vede una donna incontrare Pearce in discoteca e chiedergli di essere presentata a Carlos Sainz. Originariamente, in questo ruolo era prevista l'attrice Simone Ashley, che ha lavorato per un anno al film ed era stata presente nelle anteprime promozionali, ma è stata poi completamente tagliata dal montaggio finale. I realizzatori hanno spiegato che molte storyline sono state escluse, ma l'assenza di Ashley risulta evidente.

Durante una conferenza stampa, è emerso che il pubblico di riferimento non è quello dei media di F1, ma un pubblico più ampio, possibilmente con poca conoscenza del motorsport. Le dichiarazioni di Bruckheimer, che ipotizza molti uomini "porteranno le loro ragazze al cinema", suggeriscono un approccio in cui le donne sono un accompagnamento, piuttosto che un pubblico primario interessato alla narrazione sportiva.

In sintesi, pur offrendo spunti interessanti, F1: The Movie delude nella rappresentazione femminile, creando personaggi femminili che, nonostante posizioni di rilievo, risultano inefficaci o relegati a ruoli secondari e stereotipati.

Articolo originale :https://www.motorsport.com/f1/news/we-need-to-talk-about-women-in-f1-the-movie-/...

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