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Liam Lawson smentisce il 'collasso mentale' dietro il demansionamento in Red Bull

Liam Lawson smentisce il 'collasso mentale' dietro il demansionamento in Red Bull

Riassunto
Lawson smentiscecategoricamente che il suo demansionamento in Red Bull sia dovuto a motivi psicologici, puntando il dito contro errori di assetto del team e mancanza di preparazione.

Liam Lawson ha smentito categoricamente la tesi secondo cui il suo allontanamento dal team Red Bull all'inizio del 2025 sia stato dettato da fragilità psicologiche, definendo tale suggestione totalmente falsa. Intervenendo al podcast High Performance, Lawson ha invece indicato una grave mancanza di preparazione e una scommessa disastrosa sull'assetto, guidata dal team, come le vere cause per cui la sua esperienza accanto a Max Verstappen è durata solo due weekend.

Perché è importante

La versione di Lawson sfida direttamente le voci di paddock secondo cui la Red Bull lo avrebbe spostato per tutelarne il benessere. Le sue parole mettono a nudo la cruda realtà dei giovani piloti nel top team: una preparazione insufficiente e decisioni collettive ad alto rischio finiscono per essere imputate esclusivamente a chi guida. Questa testimonianza solleva seri dubbi su come il team assegni le responsabilità quando gli esperimenti tecnici falliscono.

I dettagli

  • Preparazione nulla: Lawson ha avuto a disposizione solo mezza giornata di test prima della stagione, con i test pre-stagionali in Bahrein compromessi da diversi problemi. È arrivato alle prime gare fondamentalmente impreparato.
  • Il caos di Melbourne: La perdita della FP3 a causa di un guasto al motore ha impedito qualsiasi run con gomme soft prima della qualifica. Ne sono seguiti errori insoliti che lo hanno relegato in fondo al grid.
  • L'esperimento in Cina: Durante un weekend di Sprint su un circuito mai percorso, il team propose un cambio di assetto radicale — "un normale cambiamento moltiplicato per 10" — per capire la direzione dello sviluppo della vettura. Lawson accettò, convinto che avrebbe aiutato il suo futuro, partendo dalla pit lane.
  • Ritorsioni tecniche: La scommessa ha distrutto le gomme anteriori e il ritmo gara. Lawson sostiene che questo episodio sia stato poi usato per giustificare il suo ritorno alla Racing Bulls, nonostante la strategia fosse stata approvata collettivamente dal muretto.

Cosa succede ora

Sebbene Lawson abbia ricostruito la sua carriera alla Racing Bulls, il suo rifiuto di accettare la narrativa della "salute mentale" segnala una tensione profonda nella gestione dei piloti di Red Bull. Il divario tra la responsabilità del team e la colpa attribuita al pilota resta irrisolto, mentre il neozelandese continua a lottare per un posto fisso e definitivo nel Circus della F1.

Articolo originale :https://www.motorsport.com/f1/news/liam-lawson-rejects-false-red-bull-exit-narra...

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