
Jean Todt rifiutò l'offerta della Red Bull di gestire la sua operazione in F1
L'ex team principal della Ferrari Jean Todt ha rivelato di essere stato corteggiato dalla Red Bull poco dopo aver lasciato la Scuderia, ma ha rifiutato l'offerta per concentrarsi sulla restituzione alla società e sul perseguimento di altri interessi.
Perché è importante:
- La leadership di Todt ha conseguito sette titoli costruttori e sei piloti per la Ferrari; la sua mossa successiva avrebbe potuto rimodellare l'equilibrio di potere in F1.
- L'interesse della Red Bull segnala l'intenzione del team di portare dirigenti esperti nel suo impero motoristico in espansione.
- La decisione evidenzia una tendenza crescente per cui le figure di spicco del motorsport optano per la filantropia piuttosto che per ruoli aziendali.
I dettagli:
- Todt diresse la Ferrari dal 1993 al 2007, diventando CEO nel 2006 prima di dimettersi nel 2008; rimase nel consiglio fino al 2009.
- Nel 2008, il fondatore della Red Bull Dietrich Mateschitz invitò Todt a Parigi due volte per pranzo, proponendogli di supervisionare le attività F1 e motoristiche in generale della Red Bull.
- Todt declinò, affermando che "il capitolo Ferrari era finito" e che voleva "restituire qualcosa" attraverso il lavoro di beneficenza e altre attività.
- In seguito divenne presidente della FIA nel 2009, ruolo che mantenne fino al 2021, sottolineando ulteriormente il suo passaggio dalla gestione della squadra al governo dello sport.
Prossimi sviluppi:
Todt ora dirige il braccio di beneficenza della FIA e rimane attivo in progetti di sviluppo globale, mentre la Red Bull continua a reclutare dirigenti esperti da altri sport. L'episodio illustra come il percorso di leadership in F1 possa divergere dalle pure ambizioni sportive verso un impatto sociale più ampio.
Articolo originale :https://www.motorsport.com/f1/news/jean-todt-reveals-red-bull-wanted-him-after-f...





