
Il Disastro di Indianapolis 2005: Quando la Michelin Lasciò Solo Sei Auto in Griglia
Ventun anni fa, il Gran Premio degli Stati Uniti del 2005 a Indianapolis si trasformava in una farsa senza precedenti. A causa del divieto di cambiare pneumatici durante la gara, le gomme Michelin non riuscirono a reggere le sollecitazioni del Turn 13 della pista appena rifatta, costringendo 14 team a ritirarsi dopo il giro di formazione.
Perché è importante
Lo scandalo inflisse un colpo durissimo alla credibilità della F1 in America. La vista di una griglia quasi vuota e la furia dei tifosi lasciarono ferite profonde che avrebbero condizionato la reputazione del Circus per anni.
I dettagli
- Il cedimento: Durante gli allenamenti del venerdì, la Toyota di Ralf Schumacher subì un violento cedimento dello pneumatico al Turn 13. Il fatto che anche Ricardo Zonta subisse lo stesso problema confermò l'impossibilità per Michelin di coprire l'intera distanza di gara.
- Lo stallo: Michelin propose l'installazione di una chicane temporanea, la deroga al cambio gomme o l'invio di una specifica diversa. La FIA respinse ogni opzione per non compromettere l'equità verso i team Bridgestone.
- Una vittoria di circostanza: Rimasero solo sei auto Bridgestone. Michael Schumacher trionfò davanti al compagno di Ferrari Rubens Barrichello, mentre Tiago Monteiro della Jordan si aggiudicò un podio del tutto programmatico.
- Il clima: Felipe Massa della Sauber riassunse l'umore del paddock, definendo l'episodio come "un male per lo sport".
Il quadro generale
Quella gara rappresentò il nadir delle ambizioni americane della F1, accelerando l'abbandono di Indianapolis dopo il 2007. Tuttavia, guardando all'attuale boom della F1 negli Stati Uniti, quell'evento resta la prova che anche le crisi d'immagine più devastanti possono essere superate.
Articolo originale :https://racingnews365.com/f1-suffers-major-embarrassment-as-tyre-manufacturer-ca...





