
Il proprietario del COTA risponde alle critiche dei piloti sul fondo stradale
Bobby Epstein, proprietario del Circuit of The Americas (COTA), ha respinto le accuse secondo cui l'impianto non sarebbe più all'altezza degli standard moderni della Formula 1, nonostante le critiche accese di diversi piloti di punta. Sebbene Epstein ammetta l'esistenza di un problema specifico alla Variante 1, sostiene che la superficie complessiva del tracciato sia ancora in buone condizioni.
Perché è importante
La qualità del manto stradale influisce direttamente sulla stabilità della vettura e sulla salute fisica dei piloti. Per un circuito che si vanta di essere tra i preferiti del paddock, il degrado costante crea un conflitto tra il desiderio di mantenere un feeling "old-school" e la necessità di soddisfare i requisiti di precisione estrema delle monoposto in specifica 2026. Se le asperità fossero davvero "fuori controllo", il circuito rischierebbe di dover affrontare un costoso rifacimento totale del fondo per evitare rischi per la sicurezza.
I dettagli
- La frustrazione dei piloti: Max Verstappen ha definito le asperità "inaccettabili", sostenendo che la manutenzione attuale sia solo un "cerotto" su un problema strutturale che richiederebbe la chiusura totale della pista per i lavori.
- Critiche diffuse: Anche Gabriel Bortoleto (Audi) e Charles Leclerc hanno espresso preoccupazione, con quest'ultimo che ha sottolineato come il primo settore sia particolarmente critico.
- L'impatto fisico: Verstappen ha fatto riferimento a esami medici che suggerirebbero un impatto negativo della superficie della pista sulla sua colonna lombare.
- La posizione della proprietà: Bobby Epstein ha ribattuto a queste tesi, affermando che la maggior parte dei dossi è stata sistemata e citando i riscontri positivi dei piloti WEC.
- L'eccezione della Variante 1: Epstein ha ammesso la presenza di un "avvallamento" alla base della prima curva, precisando però che riparare una depressione è molto più complesso che sistemare semplici asperità in tempi brevi.
Il quadro generale
Questa disputa mette in luce la tensione tra l'evoluzione aerodinamica delle F1 e l'infrastruttura dei circuiti. Mentre Steve Nielsen della Alpine vede le asperità come parte dell'identità del tracciato, la richiesta di standard più elevati da parte dei piloti suggerisce che per il 2026 il margine di errore sia ormai nullo. Il disaccordo riflette una tendenza più ampia, in cui i piloti sono sempre più esigenti riguardo alla qualità del fondo per tutelare la propria salute e la costanza della prestazione.
Cosa aspettarsi
Con il proseguire del Gran Premio degli Stati Uniti 2026, l'attenzione rimarrà su come queste criticità si tradurranno in termini di perdita di performance o incidenti. Se le lamentele dovessero persistere, il COTA potrebbe essere costretto ad andare oltre i piccoli interventi e impegnarsi in un progetto di rifacimento integrale per mantenere il proprio status di destinazione d'eccellenza nel calendario F1.
Articolo originale :https://www.planetf1.com/news/f1-2026-united-states-grand-prix-cota-bumps





