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Briatore svela il fallito piano di Trump ed Ecclestone per portare la F1 nel New Jersey

Briatore svela il fallito piano di Trump ed Ecclestone per portare la F1 nel New Jersey

Riassunto
Briatore svela il tentativo fallito di Trump ed Ecclestone di portare la F1 nel New Jersey nel 2007, evidenziando il netto contrasto con l'attuale dominio commerciale della F1 negli USA.

Flavio Briatore ha rivelato che Donald Trump guidò un tempo un tentativo di portare la Formula 1 nel New Jersey, dopo che il Gran Premio degli Stati Uniti del 2007 era stato cancellato. Il progetto, tuttavia, naufragò poiché all'epoca lo sport aveva scarso valore commerciale in America.

Il consulente della Alpine ha svelato di aver mediato personalmente un incontro tra Trump e l'allora CEO della F1, Bernie Ecclestone. Trump sosteneva che il New Jersey fosse molto più pratico rispetto a Manhattan. Nonostante il background di Trump come promotore di grandi eventi, la spinta fallì perché la cultura motoristica americana semplicemente non aveva appetito per le corse dei Gran Premi.

Perché è importante

Il racconto di Briatore offre un'istantanea sorprendente del punto più basso della F1 in Nord America, un periodo in cui la dirigenza dipendeva da intermediari non convenzionali solo per riaprire il dialogo su una gara statunitense. Il fallimento di questo progetto illustra la vastissima trasformazione commerciale che la F1 ha subito dalla fine degli anni 2000. Un mercato che un tempo liquidava i Gran Premi come irrilevanti rispetto a NASCAR e IndyCar, oggi rappresenta una delle regioni più redditizie del calendario.

I dettagli

  • Durante la serie 'In Conversation With…' di The Race Business, Briatore ha spiegato di aver organizzato l'incontro tra Trump ed Ecclestone dopo l'eliminazione del GP statunitense dal calendario nel 2007.
  • Trump, abituato a promuovere match di boxe e grandi eventi a Las Vegas, scartò immediatamente l'idea di una gara cittadina a New York. Disse a Ecclestone che Manhattan era "molto difficile per un milione di motivi" e insistette sul New Jersey come alternativa logica.
  • Ecclestone intraprese poi trattative con vari stakeholder del New Jersey, ma i colloqui si arenarono perché i potenziali partner non consideravano un Gran Premio come un investimento speciale o meritevole.
  • Briatore ha notato che la F1 "non era affatto valorizzata" nei circoli motoristici americani del tempo, dominati da NASCAR e IndyCar. Nemmeno l'istinto promozionale di Trump e il potere contrattuale di Ecclestone bastarono a superare l'indifferenza generale.

Il quadro generale

La traiettoria della F1 in America è completamente invertita. Gli Stati Uniti ospitano ora tre Gran Premi all'anno (Austin, Miami e Las Vegas), e l'atteso ingresso di Cadillac rafforzerà ulteriormente l'integrazione nel mercato. Il boom generato da Netflix ha trasformato gli USA da un pensiero secondario a un pilastro centrale della strategia di crescita globale. Laddove Trump ed Ecclestone faticavano a trovare un singolo partner, oggi le città americane competono attivamente per un posto in calendario, pagando fee di hosting considerevoli.

Cosa aspettarsi

Non ci sono indicazioni che la proposta del New Jersey verrà ripresa, dato che Las Vegas e Miami coprono già i principali mercati. La rivelazione di Briatore aggiunge una nota affascinante alla narrativa dell'espansione della F1, dimostrando che il successo odierno è nato da esperimenti falliti e alleanze improbabili molto prima dell'era di Drive to Survive.

Articolo originale :https://racingnews365.com/donald-trump-failed-new-jersey-f1-grand-prix-plan-reve...

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