
Il meccanico senior di Verstappen, Ole Schack, lascia la Red Bull dopo quasi vent'anni
Perché è importante
L’addio di Ole Schack è il simbolo di una profonda trasformazione culturale in Red Bull. L’unico dipendente in pista a non aver mancato un Gran Premio dal 2005, cerca un “nuovo sfida”, segnale di cambiamento ambientale mentre la squadra sta vivendo una flessione competitiva.
I dettagli
- Trattamento storico: entrò il primo giorno di Red Bull, subito dopo l’acquisto della Jaguar, e non ha mai saltato una gara dal GP d’Australia 2005, pari solo a Christian Horner.
- Motivo dell’uscita: fonti indicano che il mutato clima interno dopo la partenza di Horner è stato decisivo; si sta negoziando una rescissione anticipata del preavviso.
- Fuga più ampia: Schack segue altri addii:
- capo progettista Craig Skinner;
- meccanico di Verstappen Matt Caller (verso Audi);
- meccanico Jon Caller (dimissioni);
- responsabili HR, partnership, marketing e comunicazione usciti a febbraio.
- Momento sul podio: nel 2012 Horner lo nominò per ritirare il trofeo costruttori a Singapore, onorando la sua dedizione dopo la perdita del padre nello stesso anno.
Il quadro generale
La partenza di Schack è un altro filo strappato dall’era Horner‑Mateschitz. Dalla rimozione di Horner e dell’advisor Helmut Marko, il CEO Oliver Mintzlaff e il nuovo team principal Laurent Mekies hanno ridisegnato la leadership. L’attuale RB22, priva di ritmo, ha intaccato il morale del team.
Cosa succederà
Red Bull deve stabilizzare l’organizzazione interna e, al contempo, risolvere i problemi di prestazione. Sostituire la conoscenza istituzionale di Schack mentre si sviluppa una monoposto più competitiva metterà alla prova la nuova struttura. Il prossimo passo del veterano sarà seguito da vicino da tutti i concorrenti.
Articolo originale :https://www.planetf1.com/news/ole-schack-exit-max-verstappen-mechanic-leaving-re...






