
L'inizio in salita della Red Bull con le regole 2026 della F1 solleva preoccupazioni per una lunga ripresa
L'esordio della Red Bull come squadra di fabbrica a tutti gli effetti con la propria power unit per i regolamenti 2026 della Formula 1 si è rivelato una lotta significativa, lasciando l'ex forza dominante impantanata nel mid-field. La scuderia è attualmente sesta in campionato, con quasi un secondo di distacco in qualifica e oltre un secondo al giro più lenta della Mercedes in gara, segnando la sua vettura più lenta in oltre un decennio. I paralleli storici con il suo difficile inizio nell'era ibrida del 2014 suggeriscono che un ritorno al top potrebbe essere un progetto pluriennale, non una soluzione rapida.
Perché è importante:
Dopo aver dominato lo sport per gran parte di due decenni e aver definito l'era regolamentare precedente, il crollo improvviso della Red Bull rappresenta uno sconvolgimento sismico nell'ordine competitivo della F1. Le sue difficoltà evidenziano l'immensa difficoltà di padroneggiare simultaneamente lo sviluppo del telaio e di una nuovissima power unit sotto regole inedite, stabilendo un precedente su quanto tempo potrebbe impiegare un top team per risalire dopo un errore concettuale fondamentale.
I dettagli:
- La RB22 è, in media, 0,97 secondi dalla pole position in qualifica e 1,26 secondi al giro più lenta della Mercedes nel ritmo di gara, piazzandola in una lotta diretta con Alpine e Haas.
- Questo gap prestazionale ne fa la vettura più lenta della Red Bull dal 2015, interrompendo una striscia di 11 anni come costante protagonista in prima fila.
- I dati indicano che la principale debolezza della vettura non è il nuovo motore Red Bull Powertrains, che ha mostrato una velocità di punta competitiva, ma una mancanza di carico aerodinamico e un concetto a bassa resistenza che perde enormemente tempo in curva.
- Un confronto con la squadra sorella Racing Bulls, che utilizza lo stesso motore ma realizza il tempo sul giro in modo diverso, sottolinea che il problema è la filosofia telaio/aerodinamica.
- La situazione traccia un parallelo diretto, sebbene non perfetto, con il 2014, quando la Red Bull, all'epoca cliente della Renault, impiegò sette stagioni per recuperare pienamente e tornare in una posizione dominante dopo il reset delle regole ibride.
Cosa succederà:
La strada per tornare alle vittorie e ai titoli è chiaramente un'impresa a lungo termine per la Red Bull. Sebbene avere il pieno controllo della propria power unit sia un vantaggio strategico che non aveva nel 2014, il team deve rivalutare fondamentalmente il concetto della vettura per generare più carico aerodinamico. Sarà necessaria pazienza, poiché progressi incrementali, piuttosto che balzi immediati, sono il percorso più probabile, il che significa che la gerarchia competitiva potrebbe essere rimodellata nel futuro prevedibile.
Articolo originale :https://www.motorsport.com/f1/news/analysis-red-bulls-2026-f1-pace-is-its-slowes...






