
Hamilton invoca l'unità africana e spinge per il ritorno della F1 nel continente
Lewis Hamilton ha sostenuto con passione l'idea di una gara di Formula 1 in Africa, lanciando anche un appello più ampio affinché le nazioni del continente "si uniscano e si riprendano l'Africa" dalle potenze coloniali storiche. Il sette volte campione, che ha visitato dieci paesi africani, ha dichiarato di non volersi ritirare dallo sport senza avervi corso, vedendo in questo una missione personale legata alle sue origini.
Perché è importante:
Le dichiarazioni di Hamilton mescolano ambizione sportiva e un significativo messaggio socio-politico, elevando il dibattito sull'espansione del calendario della F1 oltre la mera logistica. In quanto una delle figure più influenti dello sport, la sua advocacy aggiunge un peso considerevole agli sforzi per riportare un Gran Premio in Africa per la prima volta dal 1993. La sua chiamata all'unità africana e alla riappropriazione delle risorse utilizza inoltre la sua piattaforma globale per portare l'attenzione su questioni post-coloniali raramente discusse nel paddock della F1.
I Dettagli:
- Hamilton ha rivelato di aver "lottato dietro le quinte" per sei o sette anni, chiedendo ai stakeholder della F1: "Perché non siamo in Africa? C'è una gara in ogni altro continente, perché non in Africa?"
- Ha indicato Ruanda e Sudafrica come potenziali sedi, descrivendo il Ruanda come "spettacolare" e un luogo in cui potrebbe vivere, esprimendo anche un amore personale per il Kenya.
- Il pilota della Mercedes, che si unirà alla Ferrari la prossima stagione, ha direttamente collegato la sua ricerca alle sue origini, affermando: "sarebbe fantastico, dato che sono per metà africano. Ho radici in alcuni posti diversi lì, come Togo e Benin."
- Il suo messaggio più ampio esortava all'unità: "Spero davvero che le persone che governano quei diversi paesi si uniscano tutte e collaborino per riprendersi l'Africa... Riprendetela dai francesi, riprendetela dagli spagnoli, riprendetela dai portoghesi e dagli inglesi."
- Hamilton ha sostenuto che le vaste risorse dell'Africa sono la ragione del controllo esterno, affermando: "Hanno tutte le risorse per essere il luogo più grande e potente del mondo, ed è probabilmente per questo che vengono controllati nel modo in cui lo sono."
Cosa succederà ora:
La spinta per un Gran Premio d'Africa continua, con Sudafrica, Ruanda e Marocco precedentemente citati come parti interessate. L'impegno personale di Hamilton — "Sarò qui per un po' finché non accadrà" — suggerisce che continuerà a essere un sostenitore vocale. I suoi commenti potrebbero intensificare l'esame degli sforzi della F1 per diventare uno sport veramente globale, assicurando al contempo che la sua voce rimanga parte di conversazioni più ampie sulla posizione globale e sul futuro economico dell'Africa.
Articolo originale :https://www.planetf1.com/news/lewis-hamilton-african-gp-support-regain-control





