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Lando Norris campione: i suoi numeri reggono il confronto con le leggende della F1?

Lando Norris campione: i suoi numeri reggono il confronto con le leggende della F1?

Riassunto
Il titolo di Lando Norris, pur senza una dominazione numerica, è storicamente solido. I suoi dati lo accostano a grandi campioni del passato, dimostrando che la vittoria in un'era competitiva ha un valore immenso.

La vittoria del campionato del mondo di Formula 1 2025 di Lando Norris ha scatenato un dibattito, con alcuni che mettono in dubbio se abbia sfruttato al massimo il potenziale della sua McLaren rispetto a Max Verstappen. Tuttavia, un'analisi statistica approfondita sui tassi di conversione dei punti rivela che la stagione di Norris è tutt'altro che un'anomalia nella storia della F1, posizionandolo saldamente in un gruppo eterogeneo di campioni.

Perché è importante:

In un'era di analisi istantanee e opinioni forti, le statistiche forniscono un contesto cruciale. Comprendere come una stagione da campione si colloca storicamente aiuta a separare le critiche legittime dai dibattiti basati sulla narrativa, dimostrando che la dominazione assoluta non è l'unica via per il titolo mondiale.

I dettagli:

  • Norris ha conquistato il titolo del 2025 con un tasso di conversione dei punti del 65,28% (423 punti su un massimo di 648), classificandosi al 48° posto su 76 stagioni da campione. Questo è leggermente superiore al tasso di Verstappen del 2024 (65,03%).
  • Le Ere di Dominazione: I tassi di conversione migliori di sempre appartengono a piloti di epoche precedenti, con stagioni più brevi. Alberto Ascari (1952) e Jim Clark (1963, 1965) hanno entrambi ottenuto punteggi perfetti del 100%, riflettendo un controllo incredibile sui rispettivi campionati.
  • Il Referente Moderno: Nell'era moderna (post-1991, con tutte le gare che contano), la campagna di Max Verstappen nel 2023 è la più dominante statisticamente, al 92,74%, superando persino la stagione iconica di Michael Schumacher nel 2002.
  • Il Meno Dominante: Il titolo di Keke Rosberg nel 1982, vinto con una sola vittoria in gara, detiene il record per il più basso tasso di conversione, al 44,44%. Jochen Rindt è il secondo più basso, un caso tragico in cui il suo incidente fatale a metà stagione gli ha impedito di segnare altri punti.

I numeri in dettaglio:

  • 100%: I punteggi perfetti di Ascari e Clark furono raggiunti in epoche con scarti di risultati e calendari più corti, ma riflettono comunque una dominazione incredibile. Il titolo di Clark nel 1965 fu conquistato dopo aver vinto le prime sei gare, poiché contavano solo i migliori sei risultati.
  • 44,44%: Il basso tasso di Rosberg nel 1982 sottolinea come una stagione estremamente competitiva con molteplici vincitori possa produrre un campione con un rendimento statistico basso. Vinse una sola gara, ma conquistò il titolo grazie alla costanza.
  • La Nota: Queste cifre sono fortemente influenzate dall'evoluzione dei sistemi di punteggio, dall'affidabilità delle monoposto e dalla lunghezza dei calendari, rendendo i confronti diretti tra epoche una scienza imperfetta.

Il quadro generale:

In definitiva, sebbene le statistiche offrano una prospettiva affascinante per analizzare i campionati, non raccontano tutta la storia. Fattori come la pressione della gara, la brillantezza strategica e il superamento delle avversità non sono catturati dalle percentuali di punti. Il titolo di Norris, ottenuto in un griglia moderna altamente competitiva, rappresenta un traguardo legittimo, statisticamente paragonabile a quello di molti campioni che sono leggende indiscusse di questo sport.

Articolo originale :https://www.motorsport.com/f1/news/the-f1-champions-with-the-worst-points-conver...

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