
Flavio Briatore e la rinascita dell'Alpine: tra l'accordo Gucci e la cultura della vittoria
Flavio Briatore sta riportando l'operazione Alpine di Enstone alle sue radici agonistiche, trasformando una squadra da 80 milioni di dollari in un'impresa da 3,5 miliardi e conquistando un accordo di title sponsor con Gucci per 150 milioni. In un'intervista a 360 gradi, l'incisivo consulente executive ha posto la vittoria come mantra centrale, ma ha lasciato dubbi sul fatto che Pierre Gasly rappresenti davvero il pilota di livello da campionato che l'Alpine desidera ardentemente.
Perché è importante
Mentre le squadre di F1 si trasformano in entità aziendali senza volto, Briatore ricorda con forza che è la cultura a guidare il valore. La sua insistenza affinché lo staff si senta parte di una squadra di corse — e non di un'operazione "turistica" — ha ridato energia alla fabbrica di Enstone. Soprattutto, la sponsorizzazione Gucci dimostra che sa ancora riscrivere il manuale commerciale della F1, coniugando la moda del lusso con i Gran Premi con la stessa audacia mostrata ai tempi della Benetton.
I dettagli
- Il colpo Gucci: Briatore ha orchestrato l'accordo da 150 milioni di dollari partendo da un'idea che inizialmente considerava "pessima", legandola esplicitamente al suo retaggio di marketing con la Benetton.
- Valutazione: Il valore del team di Enstone sarebbe passato da 80 milioni a 3,5 miliardi di dollari, a testimonianza di una drastica riabilitazione finanziaria.
- Il fattore Gasly: Ha lodato Pierre Gasly, ma l'intervistatore Darren Cox ha percepito che il complimento non arrivava a consacrarlo come un talento della stazza di Schumacher o Alonso.
- Sprints: Briatore vorrebbe 24 sprint race nel calendario, sostenendo che il formato funzioni solo se implementato con maggiore frequenza.
- Clima interno: Lo staff della fabbrica riferisce di sentirsi lavorare nuovamente per "una squadra di corse", un sentimento che Briatore ritiene essenziale per le prestazioni.
Tra le righe
La sicurezza di Briatore resta incrollabile — ha parlato per quasi un'ora in un tempo previsto di 30 minuti — ma le sue parole hanno tradito la solita fame di un pilota capace di cambiare le sorti della squadra. Gasly è stimato, ma il paragone con l'epoca iconica della Benetton si interrompe bruscamente sulla soglia del cockpit. L'ingranaggio commerciale è perfettamente oliato, ma la narrazione in pista manca ancora del suo protagonista.
Cosa aspettarsi
Briatore continuerà a spingere la rivoluzione commerciale e culturale dell'Alpine, ma il 2026 sarà il vero banco di prova. Enstone deve trovare il modo di convertire l'entusiasmo della boardroom in podi, per evitare di diventare un caso studio in cui il genio del marketing ha superato la realtà sportiva.
Articolo originale :https://www.the-race.com/formula-1/what-i-learned-from-interviewing-f1-alpine-fl...





