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La FIA accusa i costruttori di aver bloccato le modifiche al regolamento 2026

La FIA accusa i costruttori di aver bloccato le modifiche al regolamento 2026

Riassunto
La FIA sostiene che l'opposizione dei costruttori di motori abbia impedito correzioni tempestive alle norme 2026, penalizzando lo spettacolo in pista e scatenando la protesta di piloti come Hamilton e Sainz.

La FIA respinge le accuse di aver camminato a occhi chiusi verso la crisi tecnica del 2026 della Formula 1. Nikolas Tombazis, direttore dei monoposti, ha chiarito che l'organo regolatore aveva individuato i rischi anni fa e aveva tentato di modificare le norme, ma un sistema di governance che richiede l'approvazione dei costruttori ha reso l'autorità impotente.

Perché è importante

La tensione è esplosa dopo il Gran Premio del Belgio, dove i piloti hanno lamentato come il nuovo regolamento abbia tolto drammaticità a Spa-Francorchamps. L'episodio rivela un difetto preoccupante nella stesura delle regole della F1: una struttura nata per proteggere i fornitori di motori può intrappolare l'intero sport in norme indesiderate, costringendo piloti e tifosi a pagare il prezzo di un'inerzia burocratica.

I dettagli

  • La rabbia dei piloti: Carlos Sainz ha pubblicamente messo in dubbio come tali regole abbiano superato il processo di approvazione, mentre Lewis Hamilton ha chiesto conto di quanto accaduto ai responsabili.
  • Il muro della governance: Tombazis ha spiegato che ogni modifica sostanziale richiedeva il consenso di quattro dei cinque produttori di unità di potenza. Nonostante i segnali d'allarme lanciati due anni prima, la FIA non ha ottenuto il sostegno necessario.
  • Correzioni in ritardo: Misure d'emergenza per la gestione dell'energia sono state introdotte solo dal GP di Miami. La F1 ha inoltre concordato di spostare la ripartizione nominale della potenza dal 50/50 verso il 60/40 entro il 2028.
  • Tempismo mancato: Tombazis ha ammesso che questi aggiustamenti avrebbero potuto essere implementati anni prima, evitando gran parte delle critiche pubbliche, se i costruttori avessero collaborato.

Cosa succede ora

Sono ora al vaglio riforme strutturali per il 2027 e il 2028, ma la FIA affronta la stessa sfida: bilanciare gli interessi dei costruttori con la necessità di una regolamentazione agile. L'organo regolatore ha promesso di ascoltare attentamente i piloti, ma emerge una verità amara: senza unità tra i fornitori di motori, l'evoluzione del regolamento sportivo procederà a passo di lumaca.

Articolo originale :https://f1i.com/news/570435-fia-blames-f1-manufacturers-for-failure-to-fix-2026-...

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