
I leader della F1 valutano modifiche regolamentari a metà stagione, il piano del power unit 2026 incita la protesta dei tifosi
Riassunto
Con la cancellazione di Bahrain e Arabia Saudita, la F1 rivede il pacchetto ibrido 2026. La risposta polarizzata dei fan e le incertezze delle case automobilistiche spingono la FIA a valutare a giugno possibili aggiustamenti, cercando un equilibrio tra interesse dei produttori e spettacolo in pista.
Perché è importante
- La divisione tra i fan rischia di ridurre gli ascolti e la fiducia degli sponsor, mettendo sotto pressione le entrate del campionato.
- Se il formato ibrido non corrisponde più alle strategie delle case automobilistiche, queste potrebbero ridurre gli investimenti nelle power unit.
Il quadro generale
- Le norme del 2026 fissano una ripartizione 50/50 tra motore a combustione interna e spinta elettrica, eliminano l’MGU‑H e richiedono carburante al 100 % sostenibile entro il 2030.
- Il progetto, annunciato nell’agosto 2022, rifletteva la spinta dell’industria verso l’elettrificazione, ma molte case hanno poi rallentato la transizione.
Cosa ci aspetta
- Il Consiglio Mondiale dello Sport Motoristico (WMSC) della FIA si riunirà a giugno e potrebbe approvare aggiustamenti limitati, ad es. modificare il bilanciamento della power unit o affinare le specifiche del carburante sostenibile.
- Stefano Domenicali ha avanzato l’idea di un modello di motore “white‑label” per i team; ogni cambiamento dovrà tutelare la salute finanziaria della F1 e mantenere coinvolte le case produttrici.
Articolo originale :https://www.motorsport.com/f1/news/the-key-lesson-f1-has-learned-ahead-of-the-ne...





