
I giornalisti di F1 propongono circuiti storici da riportare in calendario
Perché è importante
La scelta dei circuiti non è solo una questione di nostalgia; riguarda l’identità stessa della Formula 1 come campionato mondiale. Un calendario ricco di tracciati vari e incentrati sul pilota aumenta lo spettacolo e la sfida tecnica. Ritorni in Africa o in Nord America potrebbero rafforzare la presenza globale e coinvolgere fan finora poco serviti.
I dettagli
- Sepang, Malesia – Considerato il primo vero capolavoro di Hermann Tilke. Il tracciato fluido metteva alla prova macchina e pilota, ospitando il ritorno leggendario di Michael Schumacher nel 1999 e la vittoria tattica di Fernando Alonso nel 2011 sotto pressione di Sergio Perez.
- Hockenheimring (vecchio layout), Germania – Si chiede il ritorno del circuito originale di 6,8 km, non della versione ridotta. Corse ad alta velocità nella foresta con pochissimo downforce hanno regalato momenti indimenticabili, come la prima vittoria di Rubens Barrichello nel 2000, partito dalla 18ª griglia.
- Donington Park, Regno Unito – Proposto come seconda gara britannica, senza sostituire Silverstone. Le forti variazioni di quota e le curve fluide lo rendono un vero banco di prova per i piloti, sebbene le infrastrutture richiedano ancora investimenti.
- Kyalami, Sud‑Africa – Un ritorno in Africa è fondamentale per un vero “Campionato del Mondo”. Il Kyalami rinnovato, con curve ampie e l’hairpin tecnico di Leeukop, promette sfide impegnative e spettacoli avvincenti.
- Watkins Glen, Stati Uniti – Definita la “Spa del Nord America”. Il layout naturale, con dislivelli e cambi di camber, offre carattere autentico. Necessiti di aggiornamenti di sicurezza, ma supera i nuovi circuiti cittadine per storia e fascino.
Cosa succederà
Il ritorno di questi circuiti storici deve superare ostacoli importanti: norme di sicurezza attuali, costi infrastrutturali e vincoli commerciali. Tuttavia, il dibattito mette in luce il desiderio di conciliare nuove opportunità di mercato con i tracciati classici che hanno forgiato la leggenda della F1. Anche se non tutti i desideri saranno esauditi, la discussione mantiene viva l’eredità architettonica dello sport e potrebbe influenzare le future scelte di calendario.
Articolo originale :https://www.motorsport.com/f1/news/what-tracks-return-f1-calendar/10815108/





