
Perché la F1 non può semplicemente bandire gli algoritmi odiati dai piloti?
Oscar Piastri non è l'unico a definire la gestione dell'energia tramite algoritmi come un "modo pessimo di fare corsa". Tuttavia, la FIA insiste che bandire questi sistemi e restituire il pieno controllo ai piloti non sia la soluzione semplice auspicata dal paddock. Nikolas Tombazis, direttore FIA per le monoposto, ha respinto le richieste per l'autorità totale dei piloti, avvertendo che un controllo manuale senza restrizioni innescherebbe offset della batteria ancora peggiori e una costosissima corsa agli armamenti nello sviluppo.
Perché è importante
La frustrazione cresce nel paddock mentre gli algoritmi di machine learning dettano sempre più quando e dove distribuire l'energia elettrica, specialmente nelle qualifiche e in gare come il Gran Premio del Belgio. I piloti sentono di perdere il controllo sui propri risultati proprio mentre il regolamento 2026 amplifica l'influenza della componente elettrica. Il dibattito centra la tensione fondamentale della Formula 1 moderna: quanto controllo diretto deve avere un pilota quando l'unità di potenza è diventata così complessa?
I dettagli
- Il problema dell'uscita di curva: Tombazis sostiene che, senza i vincoli algoritmici, i piloti scaricherebbero tutta l'energia elettrica all'uscita delle curve per brevi picchi di velocità. Questo comportamento accentuerebbe i gap di prestazione tra le auto invece di ridurli.
- La realtà dell'hardware: La FIA limita la distribuzione dell'energia, il recupero e i delta dello stato di carica proprio per evitare che i team costruiscano batterie sovradimensionate. Senza i guardrail del software, l'incentivo a creare unità di potenza più pesanti e ingombranti diventerebbe inevitabile.
- Limiti umani: Tombazis dubita che i piloti possano gestire razionalmente l'intera rete di parametri energetici in tempo reale mentre spingono al limite assoluto.
- Vecchi strumenti, nuove sfide: Questi algoritmi esistevano già prima del 2026, ma l'aumentata potenza elettrica delle normative attuali ha amplificato il loro impatto sui risultati.
Cosa accadrà ora
La FIA punta a una ripartizione 60/40 tra potenza a combustione interna ed elettrica entro il 2028, spostando l'attuale equilibrio di circa 53/47. Tombazis è fiducioso che questo riequilibrio semplificherà la gestione energetica e restituirà più autorità ai piloti, sebbene Piastri abbia già accettato che gli algoritmi non spariranno mai del tutto. Per ora, i costruttori devono affinare il codice entro i limiti regolamentari, mentre i piloti si adattano a una realtà in cui il software resta un attore protagonista.
Articolo originale :https://www.the-race.com/formula-1/why-f1-cannot-remove-algorithms-drivers-hate/






