
Il Ritorno di Sepang: Le Sfide Tecniche per il GP "Proxy" del Bahrein
Il Circuito Internazionale di Sepang fa un ritorno a sorpresa nel calendario 2026 della Formula 1, sostituendo temporaneamente il GP del Bahrein. Sebbene la pista sia un simbolo nostalgico per l'F1, il suo ritorno porta con sé un mix volatile di umidità tropicale estrema e un asfalto punitivo che metterà a dura prova i limiti delle auto attuali.
Perché è importante
Dopo una serie di gare caratterizzate da un'usura minima degli pneumatici e strategie prevedibili a una sola sosta, Sepang introduce un elemento di incertezza strategica. L'unione di temperature elevate e un manto stradale estremamente abrasivo causerà una significativa degradazione termica, allontanando le squadre dalle strategie deterministiche viste in round come l'Azerbaigian.
I dettagli
- L'effetto "Carta Vetrata": La superficie è eccezionalmente ruvida per favorire il drenaggio e resistere al clima. Questo aumenta l'isteresi — il fenomeno per cui la gomma non recupera immediatamente la sua forma — portando a temperature superficiali più alte e a un'usura accelerata.
- Selezione Pneumatici: Pirelli ha scelto le mescole C2, C3 e C4. Pur non essendo il range più duro possibile, è un passo più rigido rispetto alla selezione di Baku per contrastare la degradazione prevista.
- Gestione dell'Energia: Il layout crea un ciclo netto di "ricarica" e "rilascio". I piloti dovranno conservare l'energia della batteria nel settore centrale per garantire il 100% del deploy nei tre rettifili principali consecutivi (dalla curva 14 al traguardo, e il lancio verso la curva 4).
- Rischio Pioggia: Con i tipici temporali pomeridiani, la gara sarà un banco di prova per le nuove gomme intermediate e wet, criticate da alcuni piloti per la scarsa aderenza e i tempi di riscaldamento lenti.
Quadro Generale
Sepang è stata il prototipo dell'era "Tilke": tracciati larghi con lunghi rettifili per favorire i sorpassi. Tuttavia, le auto del 2026 portano molta più coppia e energia alle gomme posteriori rispetto al passato. Il surriscaldamento della superficie è la preoccupazione principale; George Russell ha osservato che, a differenza di Silverstone o Monza, il calore dell'asfalto potrebbe rendere quasi impossibile stare in scia e riattaccare.
Cosa aspettarsi
Il paddock si concentra ora sul delicato equilibrio tra boost elettrico e temperature degli pneumatici. Se arriverà la pioggia, l'evento sarà un test di stress ad alta tensione per i regolamenti sulla potenza e la stabilità delle gomme da bagnato.
Articolo originale :https://www.motorsport.com/f1/news/what-the-drivers-are-expecting-from-f1s-retur...




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