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I commissari della F1 non prendono provvedimenti dopo tre incidenti in PL1 al GP del Giappone

I commissari della F1 non prendono provvedimenti dopo tre incidenti in PL1 al GP del Giappone

Riassunto
Tre incidenti in pista che hanno coinvolto sei piloti nelle PL1 del GP del Giappone sono stati indagati, ma i commissari non hanno preso provvedimenti. Le decisioni evidenziano il peso del contesto e delle testimonianze, fornendo una linea guida per il resto dell'evento.

I commissari della Formula 1 hanno indagato su tre distinti incidenti in pista che hanno coinvolto sei piloti durante la prima sessione di prove libere del Gran Premio del Giappone, ma tutti i casi si sono conclusi con "nessuna azione ulteriore". Le indagini si sono concentrate sugli episodi tra Lewis Hamilton e Max Verstappen, Alex Albon e Sergio Perez, e Carlos Sainz e Liam Lawson, con i commissari che hanno citato l'assenza di una chiara colpa o di una guida pericolosa in ogni circostanza.

Perché è importante:

Le decisioni dei commissari nelle sessioni di prove libere stabiliscono un precedente per il weekend di gara, influenzando il modo in cui i piloti affrontano la condotta in pista e le difese. Le decisioni di "nessuna azione ulteriore", in particolare nel caso di alto profilo Hamilton-Verstappen, sottolineano l'importanza della testimonianza del pilota e del contesto nel determinare le penalità, rafforzando una tendenza alla clemenza quando non viene accertato un chiaro intralcio o pericolo.

I dettagli:

  • Hamilton vs. Verstappen: Il pilota della Mercedes è stato indagato per aver guidato in modo irregolare dopo una sterzata tardiva prima della curva 130R mentre Verstappen era in giro veloce. I commissari hanno deciso di non infliggere penalità perché Hamilton non ha ricevuto alcun avviso dell'avvicinamento di Verstappen, si è mantenuto prevalentemente a destra, e Verstappen lo ha superato senza sollevare il piede dall'acceleratore. Lo stesso Verstappen ha dichiarato ai commissari di non aver considerato la situazione pericolosa.
  • Albon vs. Perez: Il pilota della Williams ha tentato un attacco tardivo sulla Cadillac di Perez nella chicane, risultando in un contatto che ha fatto testacoda ad Albon e costretto Perez a uscire di pista. L'incidente è stato attribuito a un malinteso: lo specchietto virtuale di Perez non funzionava, la sua squadra non lo ha avvisato del rapido avvicinamento di Albon, e Albon credeva che Perez lo stesse facendo passare. Entrambi i piloti hanno accettato che nessuno dei due avesse una responsabilità predominante.
  • Sainz vs. Lawson: Sainz è stato indagato per aver guidato inutilmente lentamente davanti al pilota della Racing Bulls. Il pilota della Ferrari ha spiegato di aver rallentato drasticamente dopo che la sua squadra gli ha comunicato che Jak Crawford (Aston Martin) era in giro veloce dietro di lui, per evitare di intralciarlo. Le prove delle comunicazioni radio del team hanno supportato questa versione, contraddicendo le speculazioni iniziali secondo cui stesse reagendo con rabbia a un proprio errore.

Cosa succede ora:

Con le indagini della sessione di prove chiuse, il focus si sposta completamente sulla qualifica e sulla preparazione della gara. Queste decisioni forniscono chiarezza ai piloti, indicando che i commissari prenderanno in considerazione circostanze attenuanti come le comunicazioni del team e l'intenzione del pilota. La coerenza mostrata — facendo riferimento a una simile decisione di "nessuna azione ulteriore" che ha coinvolto Lando Norris in Cina — suggerisce una continua applicazione di questo approccio pragmatico per il resto del weekend a Suzuka.

Articolo originale :https://www.motorsport.com/f1/news/max-verstappen-lewis-hamilton-f1-japanese-gp-...

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