
Ecclestone critica la direzione della Liberty Media e rivela cosa gli manca di più
Bernie Ecclestone è apparso raramente nel paddock del Gran Premio d'Austria per offrire una valutazione senza filtri sulla Formula 1 della Liberty Media, criticando aspramente il calendario record di 24 gare e i weekend di Sprint, confessando al contempo di rimpiangere ancora l'arte delle trattative finanziarie dello sport.
Perché è importante
In qualità di architetto dell'impero commerciale della F1 per quasi quattro decenni, le opinioni schiette di Ecclestone rimangono un barometro significativo per la salute culturale della disciplina. Le sue critiche mettono in luce la crescente tensione tra l'espansione orientata all'intrattenimento della Liberty Media e l'esperienza tradizionale del Gran Premio, riecheggiando le preoccupazioni diffuse nel paddock: una crescita implacabile rischia di diluire il prestigio delle singole gare, spingendo team e personale verso il burnout.
I dettagli
- Sovraccarico del calendario: Ecclestone ha sostenuto che un programma di 24 gare sia "sbagliato per tutti, incluso il pubblico". Ha spiegato che, quando i fan saltano una gara, semplicemente aspettano l'evento successivo tra un paio di settimane, privando così ogni Gran Premio della sua unicità e del suo fascino speciale.
- Confusione sugli Sprint: È stato ugualmente sprezzante verso i weekend di Sprint, dichiarando senza giri di parole: "Non ho idea di cosa si tratti", rafforzando la convinzione che tale formato aggiunga scarso valore alla struttura fondamentale del weekend di gara.
- Il business prima della corsa: Il 95enne ha ammesso che strutturare accordi finanziari gli manca molto più che guardare lo spettacolo in pista. Ha ricordato che, durante la sua gestione, non si era mai preoccupato di seguire le gare fino al traguardo. "Mi sono mai fermato fino alla fine di una gara? No", ha detto. "Io facevo il mio lavoro".
- Apprezzamenti selettivi: Nonostante le riserve, Ecclestone ha ammesso che la Liberty Media ha raggiunto l'obiettivo di rendere la F1 "un po' più americana" e ha avallato il passaggio a una formula motore rivista, mostrandosi pragmatico verso i cambiamenti che tutelino il futuro commerciale a lungo termine dello sport.
Tra le righe
Le ultime parole di Ecclestone inquadrano la sfida centrale che attende l'attuale leadership della F1: sostenere una crescita globale esplosiva senza sacrificare l'esclusività. Sebbene la Liberty Media abbia indiscutibilmente trasformato la F1 in una potenza dell'intrattenimento mainstream, lo scetticismo dell'ex "Supremo" riflette un dibattito interno all'industria su dove risieda il limite. La sua nostalgia per i deal commerciali rispetto alle corse offre inoltre uno sguardo rivelatore su come il campionato sia stato gestito per decenni: prima come un'azienda, e solo in secondo luogo come un motorsport.
Articolo originale :https://f1i.com/news/567847-ecclestone-reveals-what-he-still-misses-about-managi...






