
I piloti si adattano alle nuove esigenze della F1 2026 con scalate marce e "lift-and-coast"
Il primo test reale delle vetture di Formula 1 del 2026 ha rivelato che i piloti dovranno padroneggiare nuove tecniche di gestione dell'energia, incluso scalare le marce in rettilineo e utilizzare la tecnica del "lift-and-coast", per sfruttare le unità di potenza notevolmente più elettrificate. Nonostante i metodi non convenzionali, piloti come George Russell ed Esteban Ocon riferiscono che le vetture offrono ancora un'esperienza emozionante, degna di una gara, e risultano intuitive da guidare.
Perché è importante:
Il cambiamento rappresenta una svolta fondamentale nel modo di guidare le monoposto di F1, avvicinandosi allo stile attento all'energia della Formula E. Il modo in cui piloti e team si adatteranno a questo nuovo paradigma ingegneristico — bilanciando la velocità pura con la raccolta strategica di energia — definirà l'ordine competitivo iniziale della stagione 2026 e potrebbe ridefinire le abilità necessarie per avere successo all'apice dello sport motoristico.
I dettagli:
- Nuova Dinamica dell'Unità di Potenza: Il regolamento 2026 elimina la MGU-H e potenzia l'output della MGU-K a 350kW, creando una divisione quasi 50/50 tra potenza a combustione interna ed elettrica. Ciò rende la gestione della batteria fondamentale, richiedendo un recupero energetico aggressivo.
- Feedback dei Piloti: Dopo i test a Barcellona, i piloti hanno confermato la necessità di tecniche come sollevare il piede dall'acceleratore prima delle curve (lift-and-coast) e persino scalare marce a acceleratore pieno in rettilineo per rigenerare la batteria.
- George Russell ha paragonato la sensazione a scalare una marcia per salire una collina con un'auto stradale, notando che sembrava "più bizzarro nel simulatore che nella realtà".
- Compromessi nelle Prestazioni: I piloti hanno evidenziato la brutale accelerazione in uscita dalle curve, ma hanno confermato che la distribuzione elettrica non copre un intero rettilineo. Ollie Bearman ha osservato che la gestione dell'energia è "decisamente più complessa di quella a cui eravamo abituati", mentre Kimi Antonelli ha avvertito che circuiti come Monza saranno particolarmente impegnativi.
- Ingegneria vs. Input del Pilota: Esteban Ocon ha chiarito che, sebbene la messa a punto pre-sessione sia cruciale, gran parte della distribuzione dell'energia durante un giro è automatizzata. Ha stimato che la prestazione è "20% dipendente da noi, 80% dagli ingegneri", sottolineando che il ruolo del pilota è eseguire in modo coerente la strategia ottimizzata.
Cosa ci aspetta:
Il test di Barcellona ha fornito solo un primo assaggio. I team analizzeranno ora i dati per affinare il software di gestione dell'energia e i protocolli di guida. Come ha sottolineato Russell, le vetture attuali sono solo il punto di partenza; si prevede che la guidabilità e l'erogazione di potenza miglioreranno significativamente prima dell'inizio della stagione 2026, proprio come accadde con l'evoluzione dell'era ibrida V6. La vera sfida si vedrà sui circuiti più avidi di energia, dove l'equilibrio tra raccolta e distribuzione sarà ancora più critico per il tempo sul giro.
Articolo originale :https://www.planetf1.com/news/f1-2026-power-units-lift-and-coast-downshifting






